La muta

Ho incontrato Debora un giorno di primavera. diCHIARAzione è nata da pochi mesi, ma come farla conoscere al quartiere? Bando ai canali virtuali, decido di affidare la sua presentazione alle care e buon vecchie locandine. Mi armo di carta, scotch e forbici e busso timidamente alle porte delle botteghe. “Mi scusi, potrei per favore appendere questo?”, mentre mostro il mio A4 color carta da pacco con le generalità della creatura: in testa il nome e in calce l’indirizzo internet. Alcuni chiedono di cosa si tratta, incuriositi o giustamente indagatori. Al racconto del mio desiderio domestico fioccano i generosi permessi di Bar Bah, Gelateria Borsieri, Panificio Pasticceria da Angela, Frida, Momo, Pub 24, Wasabi. Mi affaccio anche a Isola Libri e da dietro la scrivania mi accoglie una ragazza, bella sì ma soprattutto bella del suo sorriso di benvenuto. Mi ascolta con interesse e accetta senza riserve di ospitare la mia locandina in vetrina. Così la attacchiamo insieme, scegliendo il posto per diCHIARAzione. La saluto con un caloroso “Grazie!”, non sapendo che tanti altri ne sarebbero seguiti.


Qualche mese dopo ritorno infatti con una richiesta “illecita”: appendere l’invito alla presentazione di un libro a diCHIARAzione. Sono blu dall’imbarazzo sapendo che in libreria già organizzano incontri con gli autori e preannuncio la consapevolezza di un eventuale “conflitto d'interessi”. Debora non contempla l’ipotesi e sull’onda dell’entusiasmo perdo il lume della decenza e rincaro con una proposta: “Non è che per caso potreste fornirmi le copie del romanzo per metterle a disposizione dei partecipanti?”. “Nessun problema!”, risponde, “Devo solo verificare la disponibilità del testo. Ti faccio sapere in giornata”. Ancora incredula e in totale esplosione di grazie per l’abbondanza di generosità, ecco che irrompe a sorpresa la controproposta di Debora: “Anche io ho scritto un libro. E da quel che mi hai raccontato mi piacerebbe presentarlo a casa tua”. Sta succedendo davvero? Sì. E che sì! Il testo racconta in forma romanzata della sua personale esperienza di leva nell’esercito. “Gli incontri con i racconti di vita sono proprio quelli che cerco per diCHIARAzione. Certo che sì!”. Generosa oltre la generosità, Debora mi regala una copia di Libera uscita. Mentre torno a casa stringo forte al petto il suo dono dalla copertina rossa di palloncini levati in cielo e da quella sera inizio ad ascoltare la storia di Barbara, la protagonista.


Dopo la lettura dei primi capitoli fa breccia su tutto la costruzione della narrazione: ogni capitolo riporta la data del racconto a seguire ma non in ordine cronologico, in un puzzle di avanti e indietro nel tempo. La vicenda non è data, è tutta da costruire o ricostruire in sequenza alla seconda lettura. Ma un altro dettaglio subito si palesa: dei corsivi in esergo che sanno di diario e che solo nelle ultime pagine dichiareranno apertamente la loro fonte.


Libera uscita si è svelato per quello che per me è solo quando sono arrivata a leggere l’ultimo punto. Libera uscita non è per me il racconto di una donna che decide di arruolarsi nell’esercito. Per me la chiave di tutto è lì, in quel primo capitolo che catapulta immediatamente il lettore in un futuro per lui ancora troppo lontano per essere compreso, in un tempo che verrà solo nel tempo del racconto. “Le mute” è il titolo. Due pagine in cui Barbara si imbatte in qualcosa che le fa ribrezzo: “pelle di insetto secca e vuota”. È quel che resta della muta di una cicala. E più in là ce ne sono a mucchi. Mute che parlano, scheletri di un trapasso a nuova pelle, trasformazione che rinnova, perdita necessaria.


Libera uscita è per me oltre la cronaca di fango, sporcizia, fatica oltre il limite della sopportazione, prestazione della perfezione, sadismo, perversione, vessazione, privazione, simulazioni belliche da videogioco, allenamenti in filastrocca di ordini (Attenti! Fai un salto! Fanne un altro! Tutti giù per terra! In marcia! Riposo! Fai una giravolta! Falla un’altra volta! Piegamenti! 1, 2, 3, 100! Guarda in su! Guarda in giù! Spara a chi vuoi tu!). Tutto questo per me in Libera uscita si fa si fa parola cruda, sguaiata, carne viva, corpo brado, imbrigliato, uniformato, corpo smarrito. Quale corpo? “La divisa nasconde i più deboli, quando la indosso non sono né donna né uomo, solo un soldato”. Libera uscita non è per me il racconto di una donna che decide di arruolarsi nell’esercito. Barbara ha scelto di diventare soldato non per esserlo, ma per trovare il coraggio di diventare se stessa.


Per me Libera uscita è allora un romanzo filosofico. Perché racconta di una muta, di una crisi (crisi d’identità che va ben oltre la questione di genere uomo-donna, che affronta il mostro, l’ombra, l’inconciliato lato oscuro). Narra dei gesti estremi contro cui si schianta la protagonista alla ricerca vagabonda di una risposta (la donna Barbara-fotomodella svenduta e prestata ai set fotografici, l’uomo Barbara-soldato al giogo della leva). Parla delle difficoltà e delle ambiguità dei legami (il padre, la madre, la sorella, la nonna e poi Claudio, Salvatore, il sesso). Pone domande: chi sono? dove vado? da dove vengo? che ci faccio qui? cosa è casa? dov’è la mia casa? qual è il mio posto? Domande senza risposta, tranne una. Che non è soluzione, ma consapevole cammino: “Mi sono detta e ripetuta più e più volte: posare nuda, arruolarmi, non era il modo migliore di cercare, era più utile proseguire la ricerca dentro di me”.


Molto personalmente coinvolta nel presentarvi


LIBERA USCITA


QUANDO

mercoledì 30 ottobre ore 20:45


DOVE

diCHIARAzione

Milano | Quartiere Isola

L’indirizzo sarà comunicato via mail ai partecipanti.


COSA ACCADRÀ

Il racconto del romanzo alla presenza dell’autrice Debora Omassi e a seguire crostata autunnale con Franciacorta in omaggio alle sue origini bresciane (grazie Debora!).


POSTI DISPONIBILI

15


PRENOTAZIONI entro lunedì 28 ottobre

Ingresso libero su prenotazione scrivendo a info@dichiarazione.net.


LIBERA USCITA (Rizzoli)

Barbara vorrebbe guardarsi allo specchio e riconoscersi. Mentre cerca di pagare l’affitto con qualche servizio fotografico e prova a esercitare il suo fascino, non smette di domandarsi: “Chi sono? Cosa vede la gente in me?”.

Perché lei, ventiquattro anni, in quel corpo magnetico di cui si serve come fosse una bacchetta magica dal potere sconosciuto, non ci si sente. O meglio: Barbara, in quel corpo, si sente un ragazzo.

Nell’esercito vede l’occasione per riscoprirsi e andare altrove, lontana, spingersi oltre ogni limite per ritrovarsi e nascondersi sotto una divisa. Ma una volta dentro, tornare indietro sembra impossibile: allenamenti estenuanti, lenzuola ripiegate al millimetro, caporali senza scrupoli. Non bastano Luna, la minuta ragazzina con la forza di un leone e fedele alleata, e Salvatore, il suo punto di riferimento tra quelle mura grigie, ad alleviare il ricordo della famiglia e del fidanzato di una vita che la aspetta a casa. E così, dentro e fuori si mischiano in un caos, e Barbara comprende la portata di quella sfida solo quando ormai ha messo in gioco tutta se stessa. Il soldato Barbara ha giurato, ma si troverà di fronte a un’altra scelta: rimanere o andarsene?

Debora Omassi con una scrittura che arriva diretta al cuore, cruda ma traboccante della freschezza di una giovane autrice, senza lasciare spazio all’immaginazione ci mette a parte di un mondo impenetrabile, attraverso gli occhi di una ragazza che prova e riprova in cerca della propria strada. In fondo, solo sbagliando possiamo capire chi siamo, e iniziare a vivere.


L’AUTRICE

Debora Omassi è nata a Brescia nel 1993. Vive a Milano, dove lavora come libraia presso Isola Libri di via Pollaiuolo. Ha esordito nel 2015 sulla rivista «Nuovi Argomenti» e ha pubblicato la raccolta di racconti Fuori si gela (2016). Questo è il suo primo romanzo.


LE PRIME PAGINE DEL LIBRO

https://www.rizzolilibri.it/content/uploads/2019/04/24/384239/4417006-9788817128780_abstract.pdf


L’INTERVISTA

“Debora Omassi racconta cosa significa essere donna nell’esercito”

https://www.letteradonna.it/it/articoli/conversazioni/2019/10/08/debora-omassi-libera-uscita/29140/


LA VIDEO INTERVISTA A DEBORA SU FAB!

https://www.facebook.com/thatsfaboff/videos/488635195307391/

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